NEWSLETTER – PLENARIA STRASBURGO 22-25 OTTOBRE

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Plastica usa e getta: il divieto mette a rischio un settore chiave del Made in Italy

Il Parlamento ha approvato mercoledì il divieto al consumo nell’UE di alcuni prodotti in plastica monouso, che costituiscono il 70% dei rifiuti marini. Forza Italia si è espressa contro la proposta del Parlamento, che mette a rischio un settore produttivo in cui l’Italia è leader. Difendo da sempre il Made in Italy e continuo a farlo anche quando può apparire “scomodo”.

La nuova normativa, se approvata in via definitiva, vieterà a partire dal 2021 la vendita, all’interno dell’Unione Europea, di articoli in plastica monouso, come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini.

I deputati hanno aggiunto all’elenco delle materie plastiche vietate, proposto dalla Commissione: gli articoli di plastica ossi-degradabili, come sacchetti o imballaggi, e i contenitori per fast-food in polistirolo espanso. Inoltre vengono prescritte una riduzione del 25% entro il 2025 del consumo dei prodotti in plastica per i quali non esistono alternative (come scatole monouso per hamburger e panini e i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati); una raccolta separata e destinata al riciclo per le bottiglie per bevande; misure di riduzione per i rifiuti da tabacco, in particolare i filtri per sigarette che contengono plastica, e per gli attrezzi da pesca contenenti plastica, anche attraverso forme di responsabilizzazione dei produttori. Ma per le nostre aziende leader questa scadenza rischia di rendere impossibile una riconversione produttiva.

EMA ad Amsterdam, dossier chiuso: per Milano un’occasione persa

Con una relazione del collega italiano Giovanni La Via, fresco di ingresso nella delegazione di Forza Italia nel Ppe (che così allarga i suoi numeri, contrariamente alle “cassandre” che parlano di un partito che “starebbe” per perdere pezzi), il Parlamento Europeo ieri ha chiuso definitivamente la questione del trasferimento delle sedi delle Agenzie che erano basate a Londra, in vista della “Brexit” prevista nel 2019. In particolare, il quartiergenerale dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) si sposterà ad Amsterdam, dove è già in avanzata fase di costruzione il nuovo palazzo, che verrà consegnato a fine 2019, che ospiterà gli uffici dell’Agenzia.

Ho seguito passo passo questo dossier nella speranza di poter ottenere l’assegnazione dell’EMA a Milano, sfumata al sorteggio con Amsterdam: purtroppo il sostegno del governo italiano su questo dossier è stato in alcune fasi carente, mentre i Paesi Bassi si sono dimostrati pronti a seguire le indicazioni dell’Unione Europea con grande efficienza. Un’occasione persa per Milano (l’EMA sarebbe stato posizionato nel Grattacielo Pirelli, oggi sede del Consiglio regionale della Lombardia), anche se il collega La Via è riuscito ad inserire nel rapporto alcune misure che modificheranno le future procedure di assegnazione di strutture simili.

Sicurezza: contro il terrorismo si rafforza il sistema informativo Schengen

Buone notizie per rafforzare la lotta al terrorismo, un pericolo che non va mai sottovalutato. Il rafforzamento del Sistema d’Informazione Schengen (SIS) contribuirà alla lotta dell’UE contro terrorismo, criminalità transfrontaliera e migrazione irregolare. I deputati hanno adottato mercoledì tre progetti di regolamento che aggiorneranno il Sistema d’Informazione Schengen, il database più utilizzato per la sicurezza interna e la gestione delle frontiere in Europa.

Tra le novità introdotte dal rafforzamento del SIS figurano:

  • nuove segnalazioni (alert) sulle persone ricercate per reati gravi e al terrorismo;
  • l’obbligo per le autorità nazionali di condividere i dettagli degli atti terroristici con tutti gli Stati membri;
  • segnalazioni preventive per i minori a rischio di rapimento, in particolare per quanto riguarda la sottrazione di bambini da parte dei genitori;
  • nuovi avvisi sui rimpatri, per agevolare l’esecuzione delle decisioni di uno Stato membro sul rimpatrio nel paese di origine di un cittadino di un paese terzo il cui soggiorno risulti irregolare.

 

Facebook/Cambridge Analytica: proteggere la privacy dei cittadini

In risposta allo scandalo Facebook/Cambridge Analytica, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione non legislativa per chiedere un audit completo su Facebook e nuove misure contro l’ingerenza elettorale.

Secondo la risoluzione, Facebook non solo ha violato la fiducia dei cittadini dell’UE, “ma anche il diritto dell’UE”: oltre alla raccomandazione di modificare la propria piattaforma per conformarsi alla normativa UE in materia di protezione dei dati, il Parlamento chiede alla compagnia di consentire agli organi dell’UE di effettuare un audit completo per valutare il livello di protezione e sicurezza dei dati personali degli utenti, a seguito dello scandalo in cui i dati di 87 milioni di utenti Facebook sono stati acquisiti e utilizzati in modo improprio.

Sottolineando l’urgenza di contrastare qualsiasi tentativo di manipolare le elezioni europee e di adattare le leggi elettorali alla nuova realtà digitale, si propongono:

  • garanzie elettorali online: norme sulla trasparenza e i limiti di spesa, periodi di silenzio e parità di trattamento dei candidati;
  • riconoscimento degli annunci a pagamento;
  • divieto di profilazione a fini elettorali;
  • etichettare i contenuti condivisi dai bot (web robot), accelerare la rimozione degli account falsi e sinergie per combattere la disinformazione.

 

Bilancio UE 2019: più risorse per i giovani e per la gestione dell’immigrazione

Ultimo passaggio in Parlamento europeo, prima dei negoziati con il Consiglio, per il bilancio generale dell’Unione Europea per il 2019, che ammonterà a 166,34 miliardi di euro di impegni e 149,3 miliardi di euro di pagamenti.
Nella risoluzione di bilancio votata martedì, l’Europarlamento ha ribadito le loro: «Crescita sostenibile, innovazione, competitività, sicurezza, lotta alle cause profonde dei flussi migratori, gestione dei flussi di rifugiati e migranti, lotta ai cambiamenti climatici e transizione verso l’energia sostenibile, e un particolare focus sui giovani».
Nel dettaglio, si propone di aumentare i fondi per il programma Erasmus + di 362 milioni di euro, e di aggiungere 346,7 milioni di euro per l’iniziativa per l’occupazione giovanile, portando il totale del 2019 a 580 milioni di euro per aiutare i giovani nella ricerca di un lavoro.
Stop anche ai “tagli ingiustificati di 794 milioni di euro” del Consiglio alla sezione del bilancio dell’UE impegnata a stimolare la crescita e creare posti di lavoro, mentre si chiede di ripristinare completamente il finanziamento dei progetti infrastrutturali e il programma Horizon 2020, che sostiene progetti di ricerca, aggiungendo 256,9 milioni di euro.
Altre importanti aggiunte includono:

  • 74,7 milioni di euro per programmi e agenzie legati alla sicurezza;
  • 50 milioni di euro di sostegno dell’UE agli Stati membri colpiti dalla peste suina africana;
  • 28,9 milioni di euro per il sostegno alle piccole e medie imprese (PMI).

Razionalizzazione completa infine per i fondi per la gestione delle migrazioni, riducendo in particolare da 3 miliardi a 1 miliardo la seconda tranche di fondi a sostegno della Turchia.



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