Newsletter Plenaria Strasburgo 1-4 Ottobre

Newsletter Plenaria Strasburgo 1-4 Ottobre

 

CAMPIONE D’ITALIA NEL TERRITORIO DOGANALE EUROPEO, LA PLENARIA DICE SÌ

Il Parlamento Europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo ha votato a larga maggioranza a favore del progetto di relazione del deputato Roberto Gualtieri sulla proposta di una direttiva per l’inserimento del Comune di Campione d’Italia e delle acque nazionali del Lago di Lugano nel territorio doganale europeo.

Io ho votato sì al rapporto Gualtieri: il mio è stato un voto per salvare Campione d’Italia, exclave geograficamente collocata in territorio elvetico, ma appartenente alla Provincia di Como, quindi all’Italia. Per la sua particolarità, e per una serie di vicissitudini economiche e politiche, quest’area versa attualmente in una situazione di grave difficoltà, anche dal punto di vista occupazionale, e deve essere rilanciata, salvaguardando le attività locali e sostenendo i residenti e gli imprenditori.

Il mio è stato un voto per cogliere questa opportunità: nel testo del rapporto Gualtieri è già prevista la conferma dell’esenzione IVA per il territorio di Campione d’Italia, un fatto estremamente positivo, mentre sulla questione delle accise ho chiesto espressamente che il governo italiano s’impegni a tutelare Campione d’Italia nelle negoziazioni con la Svizzera.
Ci tengo a sottolineare che questo mio voto – teniamo conto che la questione è abbastanza controversa – è il frutto di una lunga valutazione e consultazione con gli operatori economici di Campione d’Italia e con il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi. È insieme a loro, che ringrazio per il lavoro e l’impegno, che ho deciso di comune accordo di votare positivamente. Continueremo a seguire la vicenda di Campione con grande attenzione, auspicando in questo senso un’assunzione di responsabilità anche da parte del governo italiano, affinché si mobiliti concretamente per venire incontro alle difficoltà economiche dell’exclave.

 

MEDIA AUDIOVISIVI NELL’ERA DIGITALE: NUOVE REGOLE AL PASSO COI TEMPI

Dopo il recente voto sulla direttiva copyright, nella plenaria di Strasburgo il Parlamento europeo ha votato una versione aggiornata della direttiva sui servizi di media audiovisivi.

Le nuove norme mirano a proteggere i telespettatori, incoraggiare l’innovazione e promuovere i contenuti europei, alla luce dell’evoluzione delle abitudini dei telespettatori e della rivoluzione del digitale, con l’avvento della tv su Internet che ha cambiato radicalmente il modo in cui guardiamo film, video e programmi televisivi.
La nuova legislazione sui media audiovisivi infatti non si applica solo ai mezzi tradizionali come la televisione, ma anche alle piattaforme di video-on-demand e di condivisione di video, come Netflix, YouTube o Facebook, nonché alle piattaforme che offrono trasmissioni in diretta (live streaming).

Dopo l’approvazione del Parlamento europeo, la proposta di legge deve essere confermata dal Consiglio. Dopo l’entrata in vigore, gli Stati membri avranno 21 mesi per recepire le nuove regole nella legislazione nazionale.

Queste le principali novità votate dal Parlamento.
Protezione dei telespettatori: per garantire un certo livello di protezione dei bambini che guardano video su internet, la nuova direttiva include una serie di proposte tra cui la riduzione di spot commerciali in TV o su siti web che pubblicizzano bevande e alimenti considerati nocivi per la salute e il divieto di fare pubblicità su prodotti a base di tabacco, sigarette elettroniche e alcolici.
Le nuove norme proibiscono anche qualsiasi contenuto che inciti alla violenza, all’odio e al terrorismo, mentre la violenza gratuita e la pornografia saranno soggette a regole più dure. Inoltre, le piattaforme di condivisione di video avranno la responsabilità di reagire rapidamente nel caso in cui i contenuti potenzialmente dannosi vengano segnalati dagli utenti.
Inoltre, gli adulti potranno installare dei software di filtraggio sui dispositivi dei figli e sistemi di verifica dell’età nel caso di contenuti potenzialmente dannosi per i minori.

Limiti sulla pubblicità: limite del 20% sulla pubblicità durante le trasmissioni tra le 6.00 e le 18.00, offrendo però all’emittente la flessibilità di adeguare i tempi pubblicitari.

Contenuti europei: per aumentare la diversità culturale e promuovere contenuti europei, la nuova legislazione propone che il 30% del contenuto dei canali TV e delle piattaforme di video-on-demand sia europeo (produzioni e coproduzioni europee con i paesi europei che hanno firmato la Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera).

 

TRIBUNALE EUROPEO DEI BREVETTI, IL GOVERNO APPOGGI LA CANDIDATURA DI MILANO

Sulla vicenda del Tribunale Unificato dei Brevetti, un’altra istituzione europea che (come già a suo tempo Ema, l’agenzia del farmaco) ci aspettiamo possa spostarsi da Londra in seguito alla Brexit, ho chiesto pubblicamente al governo di fare pressing per assegnare la sede centrale a Milano.
Raccogliendo l’invito dell’Ordine degli Avvocati di Milano che, in una delibera firmata dal presidente Remo Danovi, ha sollecitato la classe politica italiana ad una “azione congiunta e coordinata in sede europea e multilaterale, insieme con le rappresentanze del mondo produttivo e professionale, affinché Milano, già sede di una “divisione locale” del Tribunale unificato e in possesso di tutti i requisiti logistici e delle competenze giurisdizionali, professionali e imprenditoriali, possa divenire a pieno titolo sede centrale specializzata” del Tribunale Europeo dei Brevetti.
Il fatto che sia stata confermata Londra quale sede principale nonostante la Brexit, rischia di far perdere, all’Italia e in particolare a Milano, un’altra grande opportunità dopo l’assegnazione della sede EMA ad Amsterdam: il governo Conte non faccia lo stesso errore del governo Gentiloni, di sottovalutare l’importanza di stringere alleanze in sede europea per acquisire vantaggi per l’Italia, e si impegni fin da subito a coordinare questa azione congiunta per portare a Milano il Tribunale Unificato dei Brevetti. Noi europarlamentari siamo pronti a fare gioco di squadra, ma anche in questo caso, e meglio che nel caso di EMA, serve una regia forte da parte del Governo nazionale.



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