Newsletter di Aprile

Newsletter di Aprile

IL PRESIDENTE FRANCESE MACRON IN PLENARIA PER DELINEARE IL FUTURO DELL’EUROPA: ORA DIMOSTRI IL SUO EUROPEISMO NEI FATTI

Invoca per l’Europa «un progetto nuovo», che si basi sull’«autorità della democrazia», e per l’Unione Europea «una sovranità più forte di quella attuale», per non cedere all’ondata dei populismi e dei nazionalismi: così il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha delineato il futuro dell’Europa nel corso della sua audizione nella plenaria del Parlamento Europeo di Strasburgo. Un intervento pieno di visione ma anche di temi concreti: tra le proposte di Macron spicca quella di un programma europeo che finanzi le comunità locali che accolgono e integrano i rifugiati, ma anche il fondo UE di Difesa, una politica commerciale più realistica, un dibattito “al rialzo” sugli obiettivi di Parigi per il cambiamento climatico, e ancora una sovranità alimentare di qualità, una sovranità digitale, criteri di convergenza in materia fiscale e sociale, il ricorso alla web tax e il completamento dell’unione bancaria. Un passaggio importante, quello con i leader dei principali Stati membri, voluto dal presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. «Un vero dibattito europeo – lo ha definito Tajani – abbiamo inviato un messaggio positivo ai nostri cittadini europei».

Dal presidente Macron parole significative – in particolare sul tema della necessità di una maggiore armonizzazione europea in tutti i campi siamo pienamente d’accordo come PPE – ma speriamo che alle parole possano seguire anche i fatti. Macron dimostri lo stesso europeismo anche quando si confronta con l’Italia sul tema dell’immigrazione (i casi di Ventimiglia e Bardonecchia dimostrano che c’è ancora qualcosa da registrare) e quando decide con Trump e May di sganciare le bombe sulla Siria.

GLOBAL COMPACT ONU SU MIGRAZIONI E RIFUGIATI: UE IN PRIMA LINEA PER GLOBALIZZARE LA CRISI, UN BENE PER L’ITALIA

L’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri Federica Mogherini e il commissario alle migrazioni Dimitris Avramopoulos hanno riferito in plenaria sugli sviluppi del Global Compact Onu  per una sicura, ordinata e regolare politica migratoria e sui rifugiati. Si tratta di due documenti, uno sulle migrazioni e l’altro sui rifugiati, che verranno adottati a livello internazionale entro quest’anno. Forse finalmente la crisi migratoria, che per troppo tempo è stata abbandonata sulle spalle dei Paesi di frontiera (Italia in primis, come ben sappiamo), verrà seriamente affrontata a livello globale. Il PPE su questo tema ha le idee chiare: rafforzare i controlli alle frontiere (anche con 10mila nuovi agenti Frontex), rivedere il regolamento di Dublino sul diritto di asilo, procedere con un “piano Marshall” per l’Africa che eviti la fuga dai Paesi in via di sviluppo.

 

ORDINE DI PROTEZIONE EUROPEO DA RAFFORZARE: «I PROVVEDIMENTI DI NON AVVICINAMENTO VALGANO AUTOMATICAMENTE IN TUTTI GLI STATI MEMBRI»

In plenaria si è discusso anche dell’opportunità di rafforzare l’Ordine di Protezione Europeo, uno strumento introdotto da una direttiva UE del 2011 (recepita dall’Italia nel 2015) per assicurare il reciproco riconoscimento degli effetti di misure di protezione adottate, in materia penale, da autorità giurisdizionali degli Stati membri. Purtroppo la sua efficacia finora è stata molto limitata: seppur alcuni Stati non abbiano ancora attivato un registro centrale, si contano appena quattro sette ordini di protezione emessi in tutta Europa: quattro dalla Spagna, due dal Regno Unito e uno dall’Italia (quest’ultimo con destinazione Romania). È in particolare sul tema della violenza di genere che il Parlamento Europeo ha chiesto una maggior attenzione e sensibilizzazione per rafforzare questo importante strumento di cooperazione.

Nel mio intervento, da parlamentare ma soprattutto da vittima di stalking, ho ribadito ancora una volta la necessità di dare risposte concrete alle vittime di violenze o anche solo di molestie. Oggi infatti, un provvedimento di non avvicinamento ottenuto da una vittima vale solo nello Stato che lo ha emanato: deve invece valere fin da subito automaticamente in tutta Europa, in modo che sia immediatamente effettivo in tutti gli Stati membri, senza che ci sia bisogno di fare una richiesta aggiuntiva. Se abbiamo la libera circolazione delle persone su tutto il territorio dell’Unione, dobbiamo attivarci per rendere efficace anche l’Ordine di Protezione Europeo. Anche il commissario UE al mercato interno Elzbieta Bienkowska ha ammesso che si deve fare di più per far conoscere questo strumento. È importante perché ancora troppe donne non denunciano, non riconoscono quello che subiscono come violenza, finiscono spesso per lasciar passare: le istituzioni, dall’Unione agli Stati membri, devono fare gioco di squadra affinché ogni vittima sia messa nelle condizioni di poter denunciare e di poter vivere serenamente la propria vita.

 

AVANTI CON IL “PROCESSO DI BOLOGNA” VERSO UNO SPAZIO EUROPEO DELL’ISTRUZIONE SUPERIORE: «PER I GIOVANI, CHE CREDONO NELL’EUROPA»

Il “processo di Bologna” è un’iniziativa intergovernativa attraverso cui i paesi mirano a conseguire, dialogando in maniera aperta e collaborativa, obiettivi comuni mediante impegni concordati a livello internazionale, contribuendo in tal modo alla realizzazione dello Spazio europeo dell’istruzione superiore (SEIS), che garantisce pari opportunità e un’istruzione di qualità. Si tratta di un’ottima iniziativa, su cui l’Unione Europea deve procedere con grande convinzione, verso un’armonizzazione dei sistemi scolastici, attraverso programmi, linee guida e percorsi di studio. È una risposta importante che dobbiamo dare ai giovani europei, quella “generazione Erasmus” che crede più di qualsiasi altra fascia di popolazione all’Europa e che conta molto su di noi per far crescere l’Europa attraverso una formazione di qualità.

 

IL “CASO FACEBOOK-CAMBRIDGE ANALYTICA” SBARCA IN PARLAMENTO EUROPEO:  TAJANI CONVOCA MARK ZUCKERBERG

La plenaria si è occupata dello scandalo Cambridge Analytica, la società che si è illegalmente appropriata dei dati sensibili di 2,7 milioni di utenti Facebook in tutta Europa (87 milioni nel mondo) allo scopo di manipolare il consenso elettorale alle presidenziali USA e nel referendum sulla Brexit. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha invitato il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg, ad intervenire in aula come già fatto al Congresso degli USA, per fornire tutti i chiarimenti necessari sulla vicenda.

«Internet non può essere un “Far West” – invoca il commissario alla giustizia Vera Jourova – le regole che si applicano offline si devono rispettare anche nell’online digitale e dobbiamo essere sicuri che le nostre regole moderne per la protezione dei dati siano applicate pienamente». Dal prossimo 25 maggio infatti entra in vigore anche in Italia il General Data Protection Regulation (GDPR), il nuovo regolamento europeo per il trattamento dei dati personali e la loro libera circolazione, che introduce regole stringenti per il rispetto della privacy per tutte le società che trattano i dati personali di cittadini residenti nella UE. 

Tags:
,


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi