Newsletter Novembre 2017

Newsletter Novembre 2017

APPROVAZIONE RIFORMA TRATTATO DI DUBLINO:
DA PARLAMENTO EUROPEO SCELTA DI RESPONSABILITÀ

 

Con il voto favorevole alla riforma del regolamento di Dublino, avvenuto questa settimana a larghissima maggioranza, il Parlamento europeo ha dato il via ai negoziati con il Consiglio, sostenendo la proposta, forte ed ambiziosa, che avevamo votato in Commissione LIBE un mese fa. Stop, quindi, al principio del primo approdo per i richiedenti asilo che penalizzava l’Italia e obbligo di ricollocazione in tutti i paesi membri. 

Una scelta responsabile che finalmente dà un segnale concreto ai governi europei e ai cittadini: almeno una delle tre Istituzioni europee vuole una svolta nelle politiche d’asilo europee, nel segno della solidarietà ed equa condivisione delle responsabilità.

Ora la palla passa ai singoli Stati membri, che dovranno essere capaci di abbattere una volta per tutte quegli egoismi nazionali che fino ad oggi hanno guidato lo sviluppo dell’Europa. Troppo facile essere solidali ed europeisti solo quando si ricevono i fondi europei. Non credete?

Grazie alla collega Mussolini, Forza Italia ed il Partito popolare europeo hanno vinto una nuova battaglia per i cittadini. Come volevasi dimostrare, gli unici italiani a non fare gli interessi del nostro Paese sono stati i 5 Stelle. Predicano il cambiamento dell’Europa, ma quando bisogna cambiarla davvero, votano contro. Vergogna.

 

DALLE PARTE DELLE NOSTRE IMPRESE:
APPROVATE NUOVE REGOLE ANTIDUMPING

L’ invasione dei prodotti cinesi è diventata un’emergenza soprattutto per l’Italia, fortemente penalizzata da certe forme di concorrenza sleale. Per tutelare la nostra industria e il lavoro dei nostri imprenditori, questa settimana a Strasburgo abbiamo approvato un nuovo strumento di difesa, con norme più stringenti, che consentirà la tutela della produzione europea contro le importazioni a basso costo provenienti da Paesi terzi dove lo stato interferisce pesantemente nell’economia nazionale.

Un risultato che riguarda da vicino anche i lavoratori italiani: con questo regolamento, infatti, andiamo ad utilizzare un nuovo metodo che tutelerà le nostre imprese attraverso una concorrenza equa e leale e che ci consentirà di non perdere migliaia di posti di lavoro. Per la prima volta a livello mondiale, inoltre, le imprese e le associazioni di categoria potranno chiedere misure anti-dumping basandosi anche su criteri sociali ed ambientali. 

Un successo tutto tricolore, voluto fortemente dal collega Salvatore Cicu, a cui vanno le mie più sentite congratulazioni.

NUOVO PACCHETTO MOBILITÀ:
PER UN EUROPA PIÙ VERDE E PIÙ SOSTENIBILE

Questa settimana a Strasburgo abbiamo discusso di mobilità europea, ossia di  come aumentare la sostenibilità del trasporto su strada e migliorare la concorrenza nel settore. 

Condivido le tre finalità che la Commissione europea si pone, secondo le quali entro il 2025 e il 2030 dovremmo privilegiare l’efficienza energetica, conquistare la leadership a livello mondiale nelle energie rinnovabili e garantire condizioni eque ai consumatori. Ma anche riuscire a conciliare le esigenze di mobilità dei cittadini europei, con la protezione della salute e del nostro pianeta. Obiettivi ambiziosi ma sicuramente alla nostra portata che dovranno tener conto dello sviluppo cinese e delle singole infrastrutture nazionali.

DAPHNE E LO STATO DI DIRITTO A MALTA

L’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia è solo la punta di un iceberg, malato e corrotto, che prima o poi verrà a galla. Nessuno, infatti, può pensare di archiviare, come un semplice fatto di cronaca, la sua morte.

La battaglia per Daphne e per la sua famiglia dovrà diventare la battaglia di tutti quegli europei che credono nella libertà, nel rispetto e nella tolleranza; a fianco di Daphne, dovranno esserci tutti i cittadini che credono in questa Europa civile e democratica e che non si arrendono a chi invece persegue odio, vendetta e morte. Il Parlamento europeo, come giustamente ha ribadito il presidente Tajani, «non smetterà di fare luce su questo assassinio finché i mandanti materiali e gli esecutori non verranno scoperti».

Credo fermamente che la Commissione europea abbia il dovere di esprimersi sul crollo dello Stato di diritto a Malta e che debba aprire delle indagini imparziali. È deludente dover agire a posteriori quando in realtà si poteva evitare questa situazione se solo si fossero intraprese delle azioni nel momento in cui sono state notificate le preoccupazioni di ciò che stava succedendo nell’isola. 

Noi diciamo: no alla paura, no all’omertà, no a chi pensa di risolvere con un bomba la ricerca della verità!

 



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