LARA COMI SULLO STATO DI DIRITTO A MALTA

LARA COMI SULLO STATO DI DIRITTO A MALTA

L’uccisione della giornalista Daphne Caruana Galizia deve rappresentare un punto di svolta anche per le politiche europee. Non è certo sufficiente l’indignazione che è stata espressa in tutti i Paesi membri, né possiamo limitarci a generici appelli per la ricerca della verità.

Il Parlamento Europeo, che ricordo essere uno dei più grandi parlamenti eletti democraticamente al mondo, ha per questo un compito fondamentale, quasi storico. 

La battaglia per Daphne e per la sua famiglia dovrà infatti diventare la battaglia di tutti quegli europei che credono nella libertà, nel rispetto e nella tolleranza; a fianco di Daphne, dovranno esserci tutti i cittadini che credono in questa Europa civile e democratica e che non si arrendono a chi invece persegue odio, vendetta e morte. 

Daphne era conosciuta a livello internazionale per la sua lotta contro la corruzione, in particolar modo per lo scandalo dei Panama Papers in cui era implicato il Governo maltese, ed era ovvio a tutti che avrebbe potuto ricevere prima o poi delle minacce.

Minacce che lei stessa aveva riferito alle autorità e che sono state totalmente ignorate. Nulla è stato fatto affinché fosse protetta adeguatamente!

Questo dimostra la debolezza delle autorità statali e questo modo di agire è totalmente inaccettabile per uno Stato membro dell’Unione europea.

Noi chiediamo che l’Europa possa anche in questa occasione diventare faro di democrazia e di libertà per tutto il mondo, dimostrando come tutte le Istituzioni europee possano agire in modo compatto ed univoco.

Nessuno può pensare di archiviare questo omicidio come semplice fatto di cronaca. Come affermato dal Presidente PPE Weber, la domanda se a Malta ci sia ancora “uno stato di diritto” deve trovare un’adeguata e pronta risposta.

La Commissione Europea dovrà, con forza ed autorevolezza, far comprendere che le valutazioni per la permanenza in Europa non finiscono nel giorno dell’ingresso ufficiale in UE, ma continuano ogni giorno, soprattutto quando parliamo di libertà, diritti di espressione.

Ma soprattutto, la Commissione ha il dovere esprimersi sul crollo dello Stato di diritto a Malta e di aprire delle indagini.

E’ deludente dover agire a posteriori quando in realtà si poteva evitare questa situazione se solo si fossero intraprese delle azioni nel momento in cui sono state notificate le preoccupazioni sullo Stato di diritto a Malta.

Noi diciamo: no alla paura, no all’omertà, no a chi pensa di risolvere con un bomba la ricerca della verità. 

Ripartiamo dunque. Da Malta, insieme a Daphne e alla sua famiglia, l’Europa rimetta al centro della sua azione il diritto e la democrazia.



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