Newsletter Ottobre 2017

Newsletter Ottobre 2017

DAPHNE CARUANA GALIZIA:
DONNA CORAGGIOSA E GRANDE GIORNALISTA, OMICIDIO NON RESTI IMPUNITO

“Era una donna coraggiosa, una grande giornalista.
Ha interpretato l’essenza di questa professione: indagare sulla verità,
sui fatti, senza guardare in faccia a nessuno.
Non ha avuto paura di fare fino in fondo, con coerenza, il proprio dovere”.

Antonio Tajani, Presidente del Parlamento europeo

Questa settimana a Strasburgo i lavori della Plenaria sono iniziati con un minuto di silenzio per ricordare la giornalista maltese, Daphne Caruana Galizia, uccisa il 16 ottobre con un’autobomba. 

ll Parlamento europeo è stato chiaro: l’omicidio di Daphne sarà sempre all’attenzione degli europarlamentari finché non saranno chiarite in modo inequivocabile colpe e responsabilità. E’ in particolare necessario coinvolgere anche l’Europol nel quadro di un’inchiesta internazionale in cui tutte le forze internazionali di polizia possano portare il loro contributo per fare arrestare i colpevoli. Ogni pista, infatti, dev’essere seguita per fare maggiore chiarezza sul caso. Lo dobbiamo a Daphne, ai suoi familiari e a tutti i giornalisti liberi e indipendenti che ogni giorno lottano contro il malaffare e la corruzione. Se possiamo avere democrazia, Stato di diritto, libertà di espressione è anche grazie a loro. Non è accettabile che in Europa possano accadere fatti che minano i valori di libertà e di partecipazione che sono alla base della nostra stessa civiltà. Sempre in memoria di Dahpne, la sala stampa del Parlamento europeo a Strasburgo prenderà il suo nome. Un gesto simbolico, come quello avvenuto per la giornalista russa Anna Politkovskaja, per esprimere la vicinanza delle Istituzioni europee.

IMMIGRAZIONE: CON LA MODIFICA DEGLI ACCORDI DI DUBLINO, VINCE L’ITALIA. RIVOLUZIONATE LE REGOLE DI PRIMA ACCOGLIENZA

Finalmente dopo un anno e mezzo di intenso lavoro e duro negoziato, la scorsa settimana abbiamo approvato in Commissione libertà civili (LIBE) del Parlamento europeo la modifica del regolamento di Dublino, il sistema comune in materia d’asilo.

Una posizione forte e chiara che da tempo i cittadini chiedevano alle Istituzioni: grazie a questa modifica non sarà  più il paese di primo approdo a doversi farsi carico della complessa gestione dei richiedenti asilo. Un procedimento che ovviamente penalizzava fortemente proprio l’Italia. Dovrà, quindi, essere l’intera Europa a farsi carico dell’accoglienza dei richiedenti asilo e delle varie attività di assistenza, controllo e sicurezza. I migranti, in particolare, dovranno essere ridistribuiti in modo automatico fra tutti i paesi membri.

E’ un importantissimo traguardo, ma la partita non è finita. Ci attende ora un duro negoziato, affinché i Capi di Stato e di Governo dei paesi dell’Unione, accettino l’indicazione del Parlamento Europeo.  Noi continueremo a far sentire la voce dei popoli europei! 

BILANCIO 2018: 600 MILIONI IN PIÚ PER L’OCCUPAZIONE DEI GIOVANI

Con la parola inglese NEET vengono definiti tutti quei giovani che non stanno lavorando e neppure studiando. Il nostro Paese “vanta” uno dei numeri più elevati: quasi un giovane su cinque tra i 15 e i 24 anni si trova, purtroppo, in questa condizione. E allora cosa può fare l’Unione europea per risolvere questo problema? Grazie al programma YEI (Youth Employment Initiative), da cui deriva anche il progetto Garanzia Giovani, l’Europa incrementerà in modo significativo i fondi destinati a contrastare la disoccupazione giovanile laddove è superiore al 25%. Verranno in particolare previste importanti misure: offerte di impiego qualitativamente valide, formazione permanente, apprendistato e tirocinio entro quattro mesi dal termine degli studi o dall’inizio dal periodo di disoccupazione.

Sono questi i principali risultati del bilancio UE per il 2018, votato questa settimana in plenaria a Strasburgo. Nel merito è stato previsto un incremento di:

• 600 milioni a favore dell’occupazione dei giovani, ribadendo la necessità che sia la formazione professionale, sia l’apprendistato debbano essere ammissibili al finanziamento nell’ambito della politica di coesione;

• 50 milioni per dare un sostegno adeguato ai giovani nelle zone rurali, sottolineando la necessità di favorire l’accesso alle professioni nel settore della pesca attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e altri fondi dell’Unione;

• 12 milioni per i biglietti ferroviari Interrail. Questo per consentire alle giovani generazioni maggiori possibilità di circolazione in Europa, viaggiando in maniera più rispettosa dell’ambiente.

Un Paese in cui i giovani non trovano impiego è un Paese senza speranza. Il lavoro è  fondamentale perché contribuisce a definire la nostra identità. Tutti dobbiamo poter essere protagonisti del nostro futuro!

LOTTA ALLE MOLESTIE E AGLI ABUSI SESSUALI:
BENE IL DIBATTITO IN PARLAMENTO EU, ORA ANDIAMO AVANTI CON AZIONI CONCRETE

Lo scandalo del regista americano, Harvey Weinstein, e le campagne online #MeToo e #quellavoltache, in cui le donne hanno denunciato gli abusi e le molestie subite, hanno aperto un grande dibattito a livello mondiale, forse spezzando quella catena di silenzi ed omertà così ancora presente in tante realtà.

Il Parlamento Europeo, anche a seguito di alcune denunce riportate dalla stampa internazionale in merito a possibili violenze compiute a danno di alcune assistenti, ha deciso di affrontare senza indugio l’argomento. E’ stata infatti approvata una risoluzione che condanna fermamente qualsiasi forma di violenza sessuale, impegnando il Parlamento ad esaminare con urgenza le recenti accuse di molestie e abusi che sarebbero avvenute dentro l’Eurocamera, prevedendo l’istituzione di una task force di esperti indipendenti.

Secondo una ricerca dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, il 55% delle donne ha subito una o più forme di molestie sessuali nel corso della vita e il 33% ha subito violenza fisica e/o sessuale dall’età di 15 anni. Mentre una donna su cinque sa cosa significhi essere vittima di stalking.

Dobbiamo rompere il silenzio, ad ogni livello, favorendo una nuova alleanza -prima di tutto culturale- tra le donne e gli uomini. Solo insieme potremo compiere questa battaglia di civiltà e libertà.   

REFERENDUM LOMBARDIA E VENETO:
ORA MAGGIORE AUTONOMIA IN TUTTE LE REGIONI

La partecipazione al referendum di domenica è stata una prova di grande democrazia. L’affluenza ha dimostrato come i cittadini vogliano che alle amministrazioni regionali siano concessi maggiori poteri. Una richiesta che il governo non può più ignorare.

E’ stato un referendum che, a differenza di quello catalano, si è svolto nel pieno rispetto della nostra Costituzione e in una cornice di unità nazionale, che per noi è sacra. Maggiore autonomia, significa maggiori risorse e quindi più servizi ai cittadini. Mi auguro, quindi, che il referendum svoltosi in Lombardia e in Veneto possa realizzarsi in tutte le regioni d’Italia: è necessario che da questo voto nasca un processo di riforma federalista, che avvicini le scelte di governo alla gente, sulla base del principio di sussidiarietà. Se le regioni più efficienti camminano più velocemente, ne guadagna l’intera collettività, al Sud come al Nord. Questa è la grande sfida per il futuro.

Grazie a tutti i cittadini e a tutte le cittadine che sono andati a votare!



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