Newsletter Maggio 2017

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GESTIONE MIGRANTI: IN EUROPA VINCE L’ITALIA

Approvata la risoluzione di ricollocare in maniera automatica e obbligatoria i migranti su tutto il territorio europeo, pena l’avvio di procedure d’infrazione nei confronti di quei Paesi che non rispettano gli accordi presi. Dall’inizio del piano di ricollocamento, avviato ormai quasi due anni fa, solo 5.413 richiedenti asilo sono stati effettivamente ricollocati dall’Italia verso gli altri Stati europei, un dato che equivale ad appena l’11% degli obblighi assunti!
La risoluzione invita i Paesi membri ad effettuare i trasferimenti su una base mensile stabile, dando la priorità alla ricollocazione dei minori non accompagnati e degli altri richiedenti vulnerabili.
Un’importante vittoria che non dovrà distogliere l’attenzione dal nostro vero obiettivo: modificare il trattato di Dublino, in particolare l’art.13 che stabilisce la responsabilità dell’asilo al Paese di primo sbarco. Sul tema dell’identificazione l’Italia ha fatto un’ulteriore sforzo. Ora però basta: non è più possibile sopportare l’egoismo di alcuni Stati membri. È arrivato il momento che tutti i Paesi facciano la loro parte.

IMMIGRAZIONE, EUROPA E AFRICA UNITI DALLA STESSA SFIDA

La presenza in Aula del Presidente dell’Unione Africana Moussa Faki, durante la plenaria di questa settimana a Strasburgo, è stata un segnale politico molto forte: non solo perché è la prima volta che uno dei massimi esponenti istituzionali del continente africano fa visita al Parlamento Europeo ma soprattutto perché le conseguenze di questa crisi migratoria riguardano sia loro che noi: l’Africa vede privarsi del proprio futuro, con migliaia di giovani donne ed uomini che abbandonano la loro terra; l’Europa deve invece far fronte a tutti i problemi che ben conosciamo. Una delle azioni più urgenti da mettere in campo è quella di investire di più e meglio risorse in Africa, proprio per consolidare crescita economica ed occupazione. Come ha ribadito il Presidente Tajani, Unione europea, Unione africana, Onu e Lega araba devono lavorare insieme in modo più sinergico: il primo diritto per i migranti è quello di rimanere nella loro terra.

Imprenditorialità, concorrenzialità, internazionalizzazione: queste sono le linee guida che hanno ispirato il programma di mobilità “Erasmus per giovani imprenditori” finanziato dalla Commissione Europea per favorire la crescita e la collaborazione tra Piccole e Medie Imprese.
Come funziona: un “giovane” imprenditore (non c’è un limite specifico di età, per “giovane” si intende un aspirante imprenditore o un imprenditore che abbia aperto un’attività da meno di tre anni) viene ospitato da un imprenditore esperto in un altro Paese per un massimo di sei mesi, al fine di imparare quanto serve per avviare un’attività solida. Entrambi gli imprenditori avranno l’opportunità di rafforzare la loro attività, attraverso lo scambio di idee, l’acquisizione di nuove competenze e la partecipazione a un network europeo di PMI, favorendo l’accesso a nuovi mercati e la ricerca di potenziali partner commerciali.

Chi può partecipare: il programma è rivolto a cittadini dell’Unione Europea e in particolare a:

– Nuovi imprenditori, ovvero coloro che stanno seriamente pianificando di avviare una propria impresa, basata su un reale business plan, o l’hanno costituita negli ultimi tre anni;

– Imprenditori già affermati, ovvero coloro che sono titolari o responsabili di una PMI nell’Unione Europea.

Le attività imprenditoriali possono riguardare qualsiasi settore e non sono previsti limiti di età per partecipanti.

Per partecipare: il programma è attivo ininterrottamente ma per presentare le proposte è possibile farlo entro il 7 giugno. Per la registrazione e per tutte le info utili, qui il sito del bando.

In un periodo di crisi economica, sociale e innovativa sentiamo sempre più la necessità di giovani imprenditori che sappiano dialogare a livello europeo. Candidatevi e condividete la notizia tra chi conoscete e possiede i requisiti. Facciamo crescere l’attenzione attorno a queste opportunità!

Un caro saluto,
Lara

 

 



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