A NEW YORK ALLE NAZIONI UNITE

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Lavorare per la pace e la sicurezza internazionale.

C’è stato un confronto importante, in cui ci siamo concentrati soprattutto sul concetto della religione: l’Islam, in particolare, non deve essere considerato una scusa per intraprendere una guerra santa. Loro sono i primi a rifiutare l’idea di uno scontro di religioni, visto che Paesi come il Marocco sono tra i primi a subire attacchi da parte degli integralisti. La conclusione a cui siamo giunti è che se vogliamo la pace, occorre creare un’alleanza più forte con i Paesi di quell’area del mondo. Si è parlato di peace-keeping, della costruzione e ricostruzione culturale della pace, al di là della forza militare. Mi sono soffermata sul ruolo dell’Italia nelle missioni di pace nel mondo e sull’articolo 11 della nostra Costituzione, che ripudia la guerra. Ma ho anche parlato del dossier difesa di cui mi sto occupando come relatore al Parlamento Europeo: il mio progetto è di spendere un euro per la sicurezza, per ogni euro speso per la difesa.



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