“Prendere urgentemente provvedimenti contro la Svizzera per il mancato rispetto dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone, a seguito della chiusura dei tre valichi di frontiera, tra Como e Varese, in vigore dal 1 aprile”. Così scrive Lara Comi, eurodeputato di Forza Italia al Parlamento Europeo e vicepresidente del Partito Popolare Europeo, che questa mattina ha inviato una lettera a Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza europea.

“Pur ricordando come l’Italia rappresenti il primo mercato di sbocco per il Cantone, con un tasso di disoccupazione sotto il 4% che rende necessario il supporto dei lavoratori transfrontalieri, da parte della Svizzera sono cresciuti negli ultimi anni sentimenti molto critici nei confronti dell’Italia, con azioni che sfociano in una persistente discriminazione nei confronti dei nostri cittadini che ogni giorno offrono il loro contributo in termini di manodopera e ingegno.

A seguito poi dell’ultimo provvedimento di chiusura dei confini, è necessario, da parte della Svizzera, assicurare l’apertura senza limiti orari dei valichi tenendo conto che ci sono lavoratori transfrontalieri che non hanno orari di lavoro tradizionali o che raggiungono il posto di lavoro la mattina molto presto.

E' per questo necessario porre fine a questa situazione che desta continua preoccupazione e che compromette sempre di più i rapporti tra Italia e Svizzera.”

Oggi è un giorno triste e storico allo stesso tempo: Theresa May, premier britannico, consegnerà la lettera ufficiale al presidente del Consiglio Europeo per avviare le procedure che porteranno alla Brexit. Difficile immaginare uno scenario futuro, la Scozia è in subbuglio e chiede un referendum per l'indipendenza, di certo questa uscita di scena della Gran Bretagna segna un momento cruciale per tutta l'Europa.

Dobbiamo cercare di restare uniti e ritrovare uno spirito comunitario, il senso profondo di questa istituzione non si deve perdere nell'austerità e nella mancanza di collaborazione altrimenti fratture insanabili come questa sono destinate a ripetersi. Già in Italia c'è qualcuno che si sfrega le mani e spera di raggiungere presto lo stesso risultato della Gran Bretagna, ma deve essere ben chiaro che nonostante tutto per l'Italia non c'è futuro senza Europa. 

Lavoro e formazione professionale giovani: questo dovrebbe essere l'impegno all'indomani della firma dei Trattati di Roma. Ideare corsi per creare figure professionali in grado di elaborare progetti europei competitivi per poi accedere ai fondi messi a disposizione dall'Europa. Questo è ciò che serve per favorire l'occupazione giovanile. 

Sul Terrorismo l'Europa deve dare risposte concrete: da tempo mi batto per sostenere una maggiore collaborazione tra le intelligence europee, per evitare la dispersione di finanziamenti ed investimenti aggregando il lavoro di ricerca e innovazione presso il Centro di Ricerche di Ispra, nuovo riferimento europeo nelle politiche di sicurezza. Ieri, a questo proposito, e' stata approvata in sede europea la mia proposta da relatore in merito alla Difesa Europea.  

Per i giovani l'Europa può fare di più e in Italia c'è bisogno di spendere i fondi Ue. Certo, le iniziative non mancano, però sono sempre troppi i ragazzi che non le conoscono e che ignorano, ad esempio, la funzione del Parlamento europeo. Il programma più conosciuto è senza dubbio Erasmus Plus, ma ci sono una serie di iniziative che sono ancora sconosciute.

C'è 'Erasmus per giovani imprenditori', un programma di scambio transfrontaliero che offre ai nuovi imprenditori, o aspiranti tali, l'opportunità di imparare i segreti del mestiere da professionisti già affermati che gestiscono piccole o medie imprese in un altro paese partecipante al programma. Possono partecipare al programma i giovani dal 17 ai 30 anni di età. Il soggiorno è cofinanziato dalla Commissione europea.

Fanno cadere le braccia i dati sul lavoro e giovani emersi dallo studio della Fondazione Visentini presentato oggi alla Luiss, lo dico da Europarlamentare e da giovane donna lavoratrice. Non si può restare inermi di fronte al dato allarmante che in Italia si riesca a raggiungere l’indipendenza a 40 anni.

Il lavoro giovanile deve tornare al centro dell'agenda politica italiana. Passaporto dei lavoratori, garanzia giovani, progetto Erasmus plus, questi alcuni degli strumenti che l'Europa mette a disposizione per chi immagina nuovi orizzonti lavorativi. Le opportunità ci sono, l'importante è conoscerle e saperle sfruttare. 

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