Oggi è un giorno triste e storico allo stesso tempo: Theresa May, premier britannico, consegnerà la lettera ufficiale al presidente del Consiglio Europeo per avviare le procedure che porteranno alla Brexit. Difficile immaginare uno scenario futuro, la Scozia è in subbuglio e chiede un referendum per l'indipendenza, di certo questa uscita di scena della Gran Bretagna segna un momento cruciale per tutta l'Europa.

Dobbiamo cercare di restare uniti e ritrovare uno spirito comunitario, il senso profondo di questa istituzione non si deve perdere nell'austerità e nella mancanza di collaborazione altrimenti fratture insanabili come questa sono destinate a ripetersi. Già in Italia c'è qualcuno che si sfrega le mani e spera di raggiungere presto lo stesso risultato della Gran Bretagna, ma deve essere ben chiaro che nonostante tutto per l'Italia non c'è futuro senza Europa. 

Lavoro e formazione professionale giovani: questo dovrebbe essere l'impegno all'indomani della firma dei Trattati di Roma. Ideare corsi per creare figure professionali in grado di elaborare progetti europei competitivi per poi accedere ai fondi messi a disposizione dall'Europa. Questo è ciò che serve per favorire l'occupazione giovanile. 

Sul Terrorismo l'Europa deve dare risposte concrete: da tempo mi batto per sostenere una maggiore collaborazione tra le intelligence europee, per evitare la dispersione di finanziamenti ed investimenti aggregando il lavoro di ricerca e innovazione presso il Centro di Ricerche di Ispra, nuovo riferimento europeo nelle politiche di sicurezza. Ieri, a questo proposito, e' stata approvata in sede europea la mia proposta da relatore in merito alla Difesa Europea.  

Per i giovani l'Europa può fare di più e in Italia c'è bisogno di spendere i fondi Ue. Certo, le iniziative non mancano, però sono sempre troppi i ragazzi che non le conoscono e che ignorano, ad esempio, la funzione del Parlamento europeo. Il programma più conosciuto è senza dubbio Erasmus Plus, ma ci sono una serie di iniziative che sono ancora sconosciute.

C'è 'Erasmus per giovani imprenditori', un programma di scambio transfrontaliero che offre ai nuovi imprenditori, o aspiranti tali, l'opportunità di imparare i segreti del mestiere da professionisti già affermati che gestiscono piccole o medie imprese in un altro paese partecipante al programma. Possono partecipare al programma i giovani dal 17 ai 30 anni di età. Il soggiorno è cofinanziato dalla Commissione europea.

Fanno cadere le braccia i dati sul lavoro e giovani emersi dallo studio della Fondazione Visentini presentato oggi alla Luiss, lo dico da Europarlamentare e da giovane donna lavoratrice. Non si può restare inermi di fronte al dato allarmante che in Italia si riesca a raggiungere l’indipendenza a 40 anni.

Il lavoro giovanile deve tornare al centro dell'agenda politica italiana. Passaporto dei lavoratori, garanzia giovani, progetto Erasmus plus, questi alcuni degli strumenti che l'Europa mette a disposizione per chi immagina nuovi orizzonti lavorativi. Le opportunità ci sono, l'importante è conoscerle e saperle sfruttare. 

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